Inclusione scolastica: aumento degli studenti con disabilità, tra carenze organiche, strutturali, indifferenza e discriminazione sull'esame di maturità.
Fonti
Corriere.it - Raddoppiati gli studenti con disabilità in dieci anni. Ma nelle scuola manca persino l'ascensore per chi ha difficoltà motorie:https://share.google/H0ALqWI5AyFCsUerb;
Maturità e studenti con disabilità: Il Fatto Quotidiano
- Nell'ultimo decennio il numero degli studenti con disabilità nelle scuole italiane è quasi raddoppiato. Secondo i dati Istat 2024/2025 sono 377mila studenti, il 4,8% degli iscritti, con un aumento del 5% rispetto all'anno precedente.
Ma dietro questi numeri ci sono volti, storie, famiglie. Soprattutto ci sono bambini e ragazzi con disabilità che ogni mattina entrano in classe con il diritto sacrosanto di costruire il proprio futuro, esattamente come tutti gli altri.
Dietro la crescita numerica si nasconde una verità amara, quella della retorica istituzionale, che riempie le stanze della politica con parole bellissime: "inclusione", "integrazione", "scuola per tutti".
Lo Stato si vanta delle diagnosi e dei decreti, ma poi la realtà si scontra con il cemento: con i gradini.
Solo il 40% degli edifici scolastici è accessibile per gli alunni con disabilità motoria, mentre al Sud la quota scende al 35%. Ma la barriera più diffusa è l'assenza di un ascensore idoneo, segnalata nel 50% dei casi. Seguono la mancanza di servo scala interno (37%) e di bagni a norma (25%).
Parliamo di strutture che nel 2025 non garantiscono a un bambino con disabilità di raggiungere la propria aula.
Che cosa significa certificare il diritto all'istruzione se poi uno studente con disabilità è costretto a dipendere dalla forza fisica di un collaboratore scolastico per essere sollevato, o deve rinunciare a seguire le lezioni in un laboratorio al piano superiore, oppure a rinunciare alla scuola stessa?
Questa non è solo una carenza strutturale. È una precisa scelta di priorità. Un abbandono programmato che scarica il peso di questo vuoto sulle spalle dei più deboli.
Sull'insegnante di sostegno qualcosa si muove: la quota di docenti specializzati è passata dal 63% al 78% in cinque anni. Ma 57mila insegnanti restano senza formazione adeguata, e all'avvio dell'anno scolastico il 22% dei posti di sostegno non era ancora coperto.
Ma il dato che ferisce di più è quello della continuità: il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell'anno o tra un anno e l'altro. Dunque continuità zero, per ragazzi che hanno proprio nella continuità relazionale uno dei bisogni fondamentali.
Quando lo Stato non adegua le strutture non compie solo un'omissione burocratica, lascia il personale scolastico a colmare con la buona volontà le assenze delle istituzioni, e costringe i caregiver familiari, già alle prese con vuoti normativi cronici e con il carico dell'assistenza, a fare battaglie legali estenuanti solo per vedere applicata la Costituzione.
L'inclusione non si misura con i numeri delle certificazioni. Si misura con un ascensore che funziona, un docente che ha continuità, una scuola che non chiede ai caregiver familiari di arrangiarsi.
Finché l'accessibilità viene trattata come un "servizio extra" e non come base della democrazia, la nostra rimarrà una società che pulisce la propria coscienza con le statistiche mentre consuma l'ennesima ingiustizia silenziosa, anche di un gradino che lo Stato ha deciso di non eliminare.
C'è però un'ulteriore discriminazione, questa volta scritta nero su bianco nella legge.
La presidente della Federazione Osservatorio182, Evelina Chiocca, sul Fatto Quotidiano, denuncia una discriminazione normativa nell'esame di maturità: le leggi vigenti consentono agli studenti senza disabilità che non sostengono una o più prove d'esame di ripetere l'anno scolastico, mentre per gli alunni con disabilità nella stessa situazione è previsto solo il rilascio dell'attestato di credito formativo.
Questa disposizione è contenuta nel D.Lgs. 62/2017 (art. 20, comma 5) ed è stata confermata dall'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026.
La Federazione chiede un intervento legislativo correttivo urgente.
Ancora oggi le barriere più dure da abbattere non sono solo quelle architettoniche, ma quelle culturali -.
Mario Assanti

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