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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

L'arte di arrangiarsi o l'ora della dignità? Riflessioni dal Convegno di Uri del 29/07/2026 sui Caregiver Familiari

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L'amore: 10 km al giorno per vederla. Quando il tempo si ferma accanto a una mano: la straordinaria storia di Edward e Annamaria

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https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/edward-e-annamaria-un-amore-infinito-ogni-giorno-10-chilometri-a-piedi-per-andare-a-tenerle-la-mano-nella-rsa-gq2jdmys Ci sono storie che sembrano scritte per un romanzo. Eppure esistono davvero, nel silenzio della vita di tutti i giorni, lontane dai riflettori. La vita di Edward e Annamaria – entrambi ottantasette anni, di Campi Bisenzio – è proprio questo: un manifesto vivente di cosa significhi amare. Senza condizioni. Si erano conosciuti che erano solo due ragazzi di diciassette anni, incantati davanti ai quadri della National Gallery di Londra. Da quel momento, non si sono più lasciati. Hanno alle spalle sessantacinque anni di matrimonio, il traguardo incredibile delle nozze di platino. Una vita intera passata fianco a fianco a costruire una famiglia, a mettere da parte ricordi, a dividersi ogni singola cosa. Poi, la vita ha presentato il conto più salato: un decadimento cognitivo ha strappato Annamaria alla loro quotidianità, portandola ne...

Convegno - Caregiver familiari: l'arte di prendersi cura e l'arte di arrangiarsi - 29 Luglio, ore 19,15 - Uri (SS)

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L'amore che muove il caregiver familiare è un atto compiuto nell'ombra. È un impegno quotidiano consumato tra le pareti domestiche, in silenzi che non sono riposi, ma risonanze di fatiche, responsabilità e bisogni che la nostra società preferisce non vedere. È il prezzo del silenzio: quella solitudine che trasforma la dedizione in un'arte di arrangiarsi, dove chi assiste diventa, paradossalmente, la persona più invisibile nel sistema del welfare. Essere caregiver familiare è un impegno totalizzante che si consuma lontano dagli occhi della società. La solitudine e il carico emotivo diventano compagni quotidiani di chi resta nell'ombra. Chi assiste un figlio, un genitore, un partner, sa cosa significa alzarsi la notte e non sapere se ci si rialzerà. Sa cosa significa dimenticare di avere una vita propria. Sa cosa significa arrangiarsi senza una società, senza uno Stato che aiuti e sostenga, senza qualcuno che dica: ci siamo anche noi. Perché il caregiver familiare impara ...

Emma e Áron, l'amore oltre l'illusione e la disabilità

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https://www.tribunatreviso.it/cronaca/emma-della-libera-atassia-friedreich-matrimonio-nozze-storia-carbonera-sbd65fr0 L'amore spesso viene confuso con il bisogno e si scambia il vuoto interiore con la presenza di un'altra persona, come se questo bastasse a riempirlo. Per questo motivo bisogna osservare storie come quella di Emma e Áron, che vivono ogni giorno una realtà nuda e faticosa, lontana da qualsiasi retorica. Stiamo vivendo un'epoca in cui le relazioni rischiano di essere trasformate in "servizi", perché si cerca nell'altro una funzione, non una persona. L'altro serve per non stare soli, per riflettere su di noi una luce che non abbiamo, per costruire una facciata sociale che ci faccia apparire adeguati. È un amore di consumo, niente di profondo: si nutre di aspettative e dura finché l'altro "funziona" rispetto al bisogno immediato, finché sostiene l'immagine che ci siamo costruiti. Ma quando la vita di coppia mette alla prova, c...

Convegno a Uri (SS) 29/07/2026 ore 19.15 - Caregiver Familiari: l'arte di prendersi cura e l'arte di arrangiarsi

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Esiste, nella vita di tutti i giorni, una forma di dedizione che spesso si consuma nel silenzio delle mura domestiche, una dedizione che non trova posto nelle agende politiche ufficiali e che viene definita, troppo spesso, come un compito naturale: è la vita dei caregiver familiari. Quando pensiamo a un "artista", immaginiamo solitamente chi dipinge quadri, suona strumenti o scrive poesie. Eppure, anche i caregiver familiari appartengono a una categoria di artisti, spesso invisibili, che ogni giorno compiono un’opera monumentale senza ricevere applausi. La presenza di artisti al convegno non è un semplice intermezzo, ma un riconoscimento: vogliamo onorare chi "dipinge" una vita possibile in condizioni di estrema difficoltà, dimostrando che, quando il welfare è incompiuto, è l’umanità del caregiver a colmare il vuoto con la propria resilienza creativa. Definire i caregiver familiari come "artisti" non è una provocazione, ma una riflessione profonda sulla na...