Turismo Elettorale Sociale: La Retorica Della Fragilità Usata Come Slogan Elettorale Può Creare Danni Reali. Assistenzialismo narrativo o Welfare Strutturale?

 L'unione Sarda Elezioni Comunali Sardegna Giugno 2026: https://share.google/RmdJ4MnKg1Zg7OBCN 

Ad ogni elezione si assiste allo stesso copione: parole come "ultimi " o "fragili" diventano il palcoscenico perfetto di chi cerca consensi. Si riempiono le bocche di promesse per i più vulnerabili. Eppure esiste un paradosso che non possiamo più ignorare.

A parlare di inclusione è spesso chi non ha mai dedicato un'ora al sociale, non ha esperienza, competenza, conoscenza, non ha mai sfogliato un bilancio o messo piede negli uffici amministrativi. La riflessione è semplice ma brutale: l'empatia senza competenza ed esperienza non produce diritti, produce delusioni. 

Non ultimo, la legge regionale della Sardegna sui caregiver familiari: il fondo nazionale destinato a loro, che potrebbe finanziare la legge, viene invece utilizzato per un progetto sulla disabilità che nulla ha a che fare con la destinazione originale, lasciando la legge impraticabile. Questo può succedere anche nei piccoli comuni se un dispositivo non viene utilizzato correttamente. Oppure se ne parla molto in campagna elettorale, ma una volta dentro il sistema, dei fragili, poco importa.

Aiutare chi è in difficoltà non è una questione di buon cuore, ma di conoscenza profonda della macchina amministrativa e delle leggi, perché il sociale è un sistema complesso.

Significa saper scrivere delibere tecniche che non vengano impugnate dopo due giorni, conoscere le norme per non promettere l'impossibile, intercettare i fondi disponibili: tutto per trasformare le parole in servizi, assistenza e tutele concrete.

Chi si candida senza esperienza né basi tecniche fa turismo sociale. La solidarietà non è un accessorio elettorale: è una responsabilità che richiede esperienza, studio e professionalità.

In ogni pratica ferma o in ogni fondo perso c'è una persona reale che continua ad aspettare.

Non si tratta di sollevare muri tecnocratici, perché chiunque può imparare quando l'impegno è onesto - e vale quanto l'esperienza maturata. Ma chi si propone deve aver già percorso questa strada, deve avere un minimo di conoscenza, o avere l'onestà e la lucidità di farsi affiancare da chi lo ha fatto. Perché il banco di prova è l'ufficio, lo sportello, la pratica che non si riesce a sbloccare.

La fragilità non è un vessillo: è saper mettere la propria competenza al servizio di chi non ha voce. La politica seria studia, conosce gli ingranaggi e sa farli girare nell'interesse di chi è rimasto indietro.

Il resto è solo rumore.

Mario Assanti 

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