Quando Il Sostegno Diventa Sciacallaggio
Tgr Sardegna: Soldi del suo assistito per acquisti personali, indagato amministratore di sostegno
Esiste un limite che non dovrebbe mai essere valicato: quello di approfittare di chi non ha più la forza di difendersi. La notizia dal Sulcis, dove un ex assessore e amministratore di sostegno è stato denunciato per aver sottratto oltre 35mila euro a un anziano di 84 anni, non è un caso isolato e non è solo un fatto di cronaca giudiziaria: è un fallimento morale e sociale che lascia senza parole.
L'amministratore di sostegno è una figura istituita per legge con l'obiettivo di essere gli occhi, le orecchie e le mani di chi vive una condizione di fragilità. Quando questa funzione viene usata per scopi personali, riducendo un anziano a un bancomat privato, è un atto di sciacallaggio sociale.
E il fatto pesa doppio quando a compierlo è chi ricopre un ruolo pubblico, qualcuno che, per definizione, avrebbe dovuto avere a cuore il bene comune.
Secondo le indagini dei Carabinieri, si sarebbe approfittato della vulnerabilità di un uomo di 84 anni per prelievi e bonifici ingiustificati.
Non è solo per la cifra, 35mila euro sono molti, ma il vero danno è che gesti simili gettano ombre sull'intero sistema di assistenza.
Ci sono amministratori di sostegno che lavorano con onestà e dedizione. Questi casi minano la fiducia tra istituzioni e cittadini, portando le famiglie a guardare con sospetto chiunque si avvicini alla fragilità.
Non si può permettere che la solitudine di un anziano diventi un'opportunità di guadagno per certi sciacalli.
Approfittarsi delle fragilità non è solo un reato, è un atto di viltà. La fragilità non è una risorsa da sfruttare. È una responsabilità da onorare. La società civile e le istituzioni alzino la guardia, affinché chi è fragile sia davvero protetto, e non semplicemente "gestito" da chi ne attende la distrazione.
Mario Assanti

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