Il Peso Invisibile Di Un Carabiniere Caregiver Familiare. Quando lo Stato dimentica l'essere umano: un trasferimento mancato e un'assistenza a distanza.
L'Unione Sarda - Carabiniere del comando provinciale di Nuoro verso il licenziamento: https://share.google/kzfObk5X9cdqQmzyE
Non è il primo caso è successo anche in altri settori, ma la vicenda del carabiniere di Nuoro, che rischia il licenziamento per "scarso rendimento", impone una seria riflessione su quanto l'applicazione rigida di un regolamento possa calpestare il diritto e l'aspetto più elementare dell'essere umano.
Dietro i 17 mesi di estenuante attesa per ottenere un trasferimento, c’è la totalizzante realtà quotidiana di un padre, un caregiver familiare che si è trovato a dover cercare un impossibile equilibrio tra il dovere istituzionale verso lo Stato e il dovere, ancor più sacro e importante, di assistere un figlio invalido al 100%.
Come si può pretendere che un lavoratore, e nello specifico un carabiniere, rimanga lucido e impeccabile sul lavoro quando la mente e il cuore sono comprensibilmente altrove, schiacciati da una burocrazia che va a rallentatore e, soprattutto, dall'angoscia per la fragilità del proprio figlio? Il rischio di un cortocircuito è inevitabile. Il nervosismo, la tensione o il calo temporaneo di performance di cui è accusato questo militare non sono il segno di un disinteresse verso la divisa, ma la reazione umana e inevitabile a una situazione assurda e priva di tutele immediate.
In casi come questo, lo "scarso rendimento" è semplicemente il sintomo di un burnout profondo, causato dal "caregiver burden": quel peso multidimensionale - fisico, emotivo e sociale -, che stritola chi si prende cura degli altri, in un sistema che ignora i loro bisogni. Essere un caregiver familiare in Italia significa troppo spesso essere lasciati soli, sospesi in un vuoto di supporto emotivo, legislativo e logistico.
Quando questa solitudine colpisce chi indossa una divisa, il cortocircuito diventa totale e doloroso. Si pretende il massimo rendimento da chi, per mesi, ha ricevuto il minimo ascolto.
Lo Stato non è stato in grado di proteggere e comprendere il proprio servitore nel momento in cui è diventato caregiver familiare. Ha dimostrato una rigidità cieca, che contrasta violentemente con i principi di solidarietà, inclusione e dignità umana che esso stesso è chiamato a difendere.
Mario Assanti

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