Caregiver familiari sardi: quando il silenzio istituzionale diventa un atto politico. Esposti a Commissione Europea, Garante per la Disabilità, Ministeri competenti, ONU e Corte dei Conti per fondi dirottati e legge inattuata

 


Ci sono momenti in cui il silenzio non è assenza di risposta. È una risposta.

La Regione Sardegna ha approvato all’unanimità nel novembre 2023 la Legge Regionale n. 12 per il riconoscimento dei caregiver familiari — i cittadini che assistono h24 un proprio caro non autosufficiente, spesso sacrificando lavoro, salute e vita sociale. Una legge attesa, voluta da tutti, approvata da destra e sinistra senza un voto contrario.

A quasi tre anni dall’approvazione, quella legge è ancora carta. Nessuna delibera attuativa, nessun registro dei caregiver, nessuna linea guida, nessun finanziamento diretto.

Nel frattempo, dall’analisi dei documenti ufficiali della Regione Sardegna, emerge un dato che definire grave è un eufemismo: 4.961.120,36 euro di fondi nazionali vincolati per legge ai caregiver familiari sono stati utilizzati per sette anni consecutivi — dal 2018 al 2024 — per altri programmi. Fondi destinati a persone reali, dirottati altrove con atti ufficiali firmati e protocollati.

Non è un errore. Non è una svista. La DGR n. 30/60 del 5 giugno 2025, firmata dalla Presidente Todde, dichiara esplicitamente la “continuità” con tutte le annualità precedenti. Una parola sola — continuità — che trasforma sette anni di scelte in una politica deliberata.

Prima di agire, abbiamo tentato tutto. Quattro notifiche formali via PEC alla Presidenza della Regione, al Consiglio Regionale e agli Assessorati competenti. Un comunicato stampa pubblico. Un’ultima possibilità offerta alla Regione di rispondere davanti all’opinione pubblica.

Nulla.

È stato quel silenzio — assordante, sistematico, istituzionalizzato — a renderci necessario agire altrove.

Il sottoscritto in qualità di Presidente di Ora Noi APS e referente per la Sardegna di Confad APS , in collaborazione con Alessandro Chiarini, Presidente di CONFAD APS ETS, abbiamo avviato una pressione formale e documentata a più livelli:

Alla Commissione Europea (Rif. CHAP(2026)/ID 91334), abbiamo segnalato la probabile sovrapposizione tra fondi FSE+ e fondi nazionali vincolati ai caregiver — una potenziale violazione del principio di addizionalità della spesa europea.

Al Garante Nazionale per la Disabilità e ai Ministeri competenti, abbiamo chiesto una verifica ispettiva immediata sulla conformità degli atti amministrativi regionali e un intervento formale sulla Regione Sardegna.

Al Comitato ONU CRPD (Rif. WUR/30279), abbiamo depositato una comunicazione individuale per la presunta violazione dei diritti fondamentali dei caregiver familiari sardi, sulla base del precedente caso Bellini c. Italia (2022).

Alla Corte dei Conti — Sezione Giurisdizionale per la Sardegna, abbiamo presentato un esposto per probabile danno erariale, chiedendo l’accertamento delle responsabilità dei funzionari regionali che hanno firmato quegli atti.

Tutti gli atti sono protocollati con numeri ufficiali verificabili.

Nei prossimi giorni si provvederà a notificare una diffida formale alla Regione Sardegna. In assenza di risposta, presenteremo istanza ai sensi della Legge 241/1990 chiedendo l’avvio dei procedimenti amministrativi obbligatori previsti dalla L.R. 12/2023 — e in caso di ulteriore silenzio, ricorreremo al TAR per ottenere che un giudice ordini alla Regione di provvedere.

La Sardegna non può più ignorare i propri obblighi civili e sociali.

«Dietro ogni cifra non data, ogni diritto negato, c’è una persona reale che assiste un familiare h24 senza nessun supporto. La Regione Sardegna da tempo fa muro sulla Legge Regionale che riconosce i caregiver familiari. Noi no.»

Mario Assanti




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