Un'Altra Strage - L'Ennesima. Corleone: Donna uccide la figlia con disabilità e si suicida

https://www.avvenire.it/donna-uccide-la-figlia-con-disabilita-e-si-suicida-a-corleone_101807

Lucia Pecoraro, 78 anni, avrebbe ucciso la figlia con disabilità Giuseppina Milone, 47 anni, e poi si è impiccata a Corleone.

Una riflessione ma con sospensione di giudizio.

"Quando si assiste una persona cara, malata o non autosufficiente, si entra in un mondo fatto di amore incondizionato, certo, ma anche di sacrificio silenzioso, soprattutto se si è soli e con un futuro incerto. Nessuno ti prepara al peso che ti schiaccia le spalle giorno dopo giorno: le notti insonni, l'igiene, i farmaci, la gestione della casa, e un'agenda che non lascia spazio a nient'altro che alla cura. Soprattutto se si è genitori anziani con una figlia/o con disabilità, la domanda è sempre la stessa: se io un giorno non ci fossi più, chi si  prenderà cura di te?

La maggior parte dei caregiver familiari vive un calvario emotivo e psicologico che sfocia in ansia, depressione e un senso di colpa paralizzante, anche solo per il desiderio di un momento di normalità. Si chiama 'sindrome del burden' (del peso), ed è una bestia silenziosa che ti divora da dentro.

E poi, c'è la solitudine. Le istituzioni spesso ti lasciano solo, senza un vero supporto pratico, economico o psicologico. Ti senti abbandonato, in trappola, e a volte l'unica 'via d'uscita' percepita, in un momento di totale disperazione e smarrimento, diventa un gesto estremo, che coinvolge sia sé stessi che la persona amata, vista come l'unica soluzione per porre fine a quella che viene percepita come una 'non-vita', priva di dignità per entrambi.

Non è mai per cattiveria. È perché non ce la si fa più. Si arriva a un punto di rottura in cui il dolore e la fatica superano ogni capacità di resistenza umana. È il grido muto di chi avrebbe avuto bisogno di aiuto prima che fosse troppo tardi. È la dimostrazione che 'prendersi cura di chi si prende cura' non è solo uno slogan, ma un'emergenza sociale e umanitaria di una figura come quella del caregiver familiare non supportata adeguatamente".

Mario Assanti 

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