Bimbi Tolti Alla Famiglia Nel Bosco - Il Paradosso della Società - Quando l'Amore per la Natura è un Reato
In una società sempre più frenetica e caotica, le famiglie che scelgono di vivere lontano dal rumore e dalle distrazioni della vita urbana, per abbracciare l'armonia della natura, sembrano essere sempre più rare. Come questa famiglia anglo-australiana, che vive nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti Abruzzo, che si era decisa a offrire ai propri figli un’infanzia serena, autentica, e farli crescere liberi, anche per imparare a esplorare i segreti del mondo naturale.
Allo stesso tempo si sentono notizie di famiglie che vivono in contesti urbani complessi, dove i bambini vengono coinvolti in baby gang. Dove i genitori picchiano gli insegnanti per un brutto voto o per una nota disciplinare dovuta a un comportamento scorretto dei loro figli. Dove la violenza è all’ordine del giorno e il rispetto per l’autorità è completamente assente. In queste situazioni, i genitori non riescono o non vogliono controllare i propri figli, lasciandoli liberi di muoversi tra le strade pericolose delle loro città, privandoli di un’educazione sana e costruttiva.
Ma c'è un paradosso sconcertante, sono proprio queste famiglie che non rischiano di avere i loro figli tolti quando le autorità intervengono, mentre i genitori che educano i loro bambini in un bosco sono messi sotto accusa, solamente per il loro stile di vita alternativo. Ci si pone più di un dilemma: quali sono i veri indicatori di una buona genitorialità? È giusto togliere dei bambini da un ambiente in cui sono visibilmente felici e sani perché quell’ambiente non è quello convenzionale che la società si aspetta? Dobbiamo aver paura più del contesto in cui vivono i bambini o il comportamento dei genitori?
Sì è perso di vista il benessere e la felicità dei bambini. Vivere in un bosco non è considerato un crimine, soprattutto se i bambini in quel luogo possono scoprire la bellezza della vita e l’importanza della responsabilità verso l’ambiente. Una famiglia che rispetta la natura, dei genitori che insegnano ai propri figli il valore della vita all’aperto e della cooperazione, meritano la stessa protezione di quelli che vivono in contesti urbani problematici. La vita nel bosco potrebbe insegnare delle competenze preziose, come la sopravvivenza, l’autosufficienza e l’amore per il prossimo.
Al contrario, i bambini che crescono nel caos urbano, tra comportamenti aggressivi e modelli negativi, spesso trovano nei gruppi di amici sbagliati, un rifugio che può portare a conseguenze disastrose. I genitori di questi ragazzi, spesso assenti o incapaci di fornire una guida adeguata, non solo mettono a rischio il futuro dei loro figli, ma danneggiano anche la società. Non basta a giustificare la loro responsabilità, la rimozione dei bambini da tali situazioni violente e disfunzionali deve essere una priorità.
Questo è il vero compito delle autorità: intervenire dove c’è vera necessità e non dove si cerca solo di imporre un modello di vita. È fondamentale che si capisca "cos'è" un ambiente sano e nutriente per i bambini. Anche imparare a distinguere tra stili di vita alternativi e casi di reale abuso o negligenza. Solo così sarà possibile proteggere i bambini senza giudicare i genitori in base alle loro scelte di vita, a patto che ciò avvenga nel rispetto della loro sicurezza e felicità. Insegnare ai bambini a rispettare la natura e a vivere in equilibrio con essa è un valore aggiunto che non può essere sottovalutato.
Quello che conta davvero è la salute e il benessere dei bambini, indipendentemente da dove vivono. La società deve imparare a sostenere le famiglie, non a dividerle, affinché tutti i bambini possano crescere in ambienti sicuri, amorevoli e stimolanti.
Mario Assanti
https://tg24.sky.it/cronaca/2025/11/24/famiglia-nel-bosco-potesta-genitoriale-figli

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