Persona con disabilità muore tra le fiamme. -Guardiamoci attorno ma con sensibilità-.
https://www.sassarioggi.it/cronaca/morto-disabile-fiamme-sassari-incendio-casa-racconto-vicini-24-dicembre-2024/
Si chiamava Salvatore Grandi, di 69 anni, l'uomo morto nell'incendio scoppiato nella sua abitazione in via Amedeo Nazzari a Sassari.
Una notizia tragica, come tante altre nell'ultimo anno. Una persona con disabilità è stata trovata senza vita nella sua abitazione, in solitudine.
Le circostanze della sua morte sono state atroci.
Un monito riguardo ai rischi che corrono coloro che non hanno accesso ai vari supporti e che vivono nella totale indifferenza.
Questo evento drammatico non solo ci ricorda la fragilità della vita, ma solleva interrogativi importanti sulle nostre responsabilità nei confronti degli altri.
La casa, quella che dovrebbe rappresentare un rifugio sicuro, talvolta diventa una prigione o la morte. E i pensieri devono andare sempre, non solo nei giorni di festa, a chi vive in solitudine, soprattutto a chi vive in solitudine la propria disabilità, dove, in alcuni casi, non vede solo la fine del proprio corpo e della propria mente, ma, in modo tragico, della propria esistenza.
Guardiamoci attorno ma con sensibilità.
La vita di una persona con disabilità, soprattutto motoria, può essere segnata da sfide quotidiane che possono sembrare insuperabili. L'assistenza costante rende quasi impossibile, se non difficile, vivere in piena autonomia e a volte il desiderio di indipendenza si scontra con i limiti dovuti alla propria condizione, che giorno dopo giorno affronta battaglie silenziose contro la solitudine e l'isolamento.
Ogni giorno è una lotta per superare gli ostacoli fisici e mentali per trovare piccole gioie. Ma è una lotta contro i limiti mentali di certe persone, nell'essere ignorati, non capiti, nella burocrazia, nelle leggi insufficienti, nei diritti negati... Ma il timore della morte è sempre presente.
Il pensiero va a tutti quelli che vivono quotidianamente con una disabilità, ai loro caregiver familiari e a chi vive in solitudine.
È fondamentale guardarci attorno con sensibilità: ascoltare le loro storie e creare una rete di supporto che possa garantire una vita dignitosa, una società più inclusiva dove ogni individuo, indipendentemente dalle proprie limitazioni, possa sentirsi al sicuro e valorizzato.
Tutti potremmo trovarci in una condizione di disagio correlati ad eventi traumatici, malattia o altro.
Non possiamo permettere che l'egoismo di ognuno prevalga sulla sofferenza e la solitudine dell'altro, in modo che nessuno si possa sentire escluso e lasciato indietro.
Mario Assanti
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