Rifiuto scolastico: storia di un bambino autistico a Reggio Emilia dopo la sentenza del TAR - ennesima difficile realtà dell’inclusione scolastica.
Ennesima storia di mancata inclusione scolastica per gli studenti con disabilità.
Questa vicenda del bambino autistico a Reggio Emilia mette in evidenza il complicato tema dell'inclusione scolastica e dei diritti degli studenti con disabilità.
Dopo la sentenza favorevole del TAR ( tribunale amministrativo regionale), la famiglia ha dovuto affrontare il rifiuto delle scuole, evidenziando la differenza tra le norme e la vita reale delle istituzioni scolastiche. Il bambino, che presenta disturbi dello spettro autistico, su richiesta dei genitori è stato trasferito in un'altra scuola, ma a settembre la scuola ha annullato unilateralmente il provvedimento, lasciando la famiglia in uno stato di confusione e il bambino senza prospettive.
I genitori si sono rivolti al TAR dopo che il bambino, promosso dalla prima alla seconda elementare, ha avuto difficoltà a interagire con l'insegnante di sostegno nella scuola precedente e, nonostante la sentenza positiva del TAR, la nuova scuola continua a negare l'iscrizione. I giudici hanno stabilito che l'unico motivo valido per rifiutare un'iscrizione è il mancato rispetto delle normative fiscali da parte dei genitori, condizione che in questo caso non si verifica. Tuttavia, la famiglia non riesce a trovare una soluzione concreta per il proprio figlio, evidenziando le sfide dell'inclusione scolastica per gli studenti con disabilità.
-La difficile realtà dell'inclusione scolastica .
"L'inclusione scolastica è un diritto fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i bambini, però, di frequente, si presenta come una sfida per i bambini o ragazzi con disabilità, che spesso sono soggetti a rifiuto ed esclusione nelle scuole, costringendo le famiglie a scontrarsi costantemente con l’istituzione scolastica per il rispetto di questo diritto.
Oltre la riduzione delle ore di sostegno durante l’anno scolastico - alcuni studenti con disabilità gravi necessitano di assistenza continua ( rapporto 1 a 1) ma ricevono solo una parte delle ore di cui necessitano - il problema delle barriere architettoniche in alcune scuole, la scarsità di materiali e insegnanti di sostegno, uno dei principali ostacoli all'inclusione è la scarsa preparazione del personale scolastico e, di conseguenza, può favorire una cultura di tolleranza piuttosto che di vera inclusione.
Inoltre la mancanza di formazione specifica porta alcune scuole a rifiutare l’iscrizione di alcuni studenti con disabilità per timore di comportamenti
-difficili-.
Per promuovere un ambiente scolastico inclusivo, è essenziale adottare misure concrete, tra cui formazione continua degli insegnanti ed educatori, creazione di programmi personalizzati e coinvolgimento delle famiglie, creando una rete con specialisti come psicologi, pedagogisti e terapisti in modo da affrontare le necessità specifiche degli studenti con disabilità.
Un sistema educativo che abbraccia la diversità non solo li prepara a integrarsi nella società, può educare anche i coetanei sull'importanza dell'empatia e dell'accettazione.
La responsabilità non ricade solo sulle scuole, ma richiede un impegno collettivo da parte della società. Le famiglie devono avere accesso a risorse e supporto, mentre iniziative di sensibilizzazione possono contribuire a correggere le percezioni sbagliate sulle disabilità. Gli strumenti come gli eventi pubblici e campagne educative possono essere efficaci per promuovere un clima di accettazione e rispetto reciproco.
Il rifiuto di accogliere uno studente con disabilità a scuola rappresenta un fallimento del sistema educativo e ha ripercussioni devastanti sulla vita del bambino e della sua famiglia.
Costruire un futuro inclusivo non è solo un diritto, ma anche una questione di dignità umana e giustizia sociale, in cui ogni bambino e famiglia meritano di essere ascoltati e supportati".
Mario Assanti

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